
Una persona che sarà difficile dimenticare ....
Resterà nei nostri cuori ...
venerdì 22 ottobre 2010
da Brinetta (amico Web di Francesca)
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Manuela
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venerdì, ottobre 22, 2010
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da Fly (Amico Web di Francesca)

In questo periodo particolarmente difficile
si aggiunge anche questo dolore
per la perdita del carissimo Benito...
colonna portante della nostra cara Com...
lo voglio ricordare con quel suo caratteristico buonumore
e quella grande voglia di sorridere sempre...
Condoglianze di cuore a tutta
la sua meravigliosa famiglia
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Manuela
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venerdì, ottobre 22, 2010
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Da butterfly (Amico_Web_di_Francesca)
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Manuela
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Da Senninha
Il Caro Quinef è salito in cielo e noi amici del Web lo salutiamo agitando la mano e con il sorriso sul viso...proprio come avrebbe voluto!!!
http://ilmondodisenninha.blogspot.com/
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Manuela
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venerdì, ottobre 22, 2010
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Da Paola
Carissimi tutti amici del blog,
sono Paola, la figlia di Quinef e sono qui, dopo aver cercato di ammortizzare il dolore immenso per papà (non so quando mai potrò riuscirci) per dirvi grazie di tutte le parole che avete lasciato per lui. Lo avete accompagnato in ogni momento, più o meno difficile, incoraggiandolo e sorridendo con lui che, con ironia, anche se a volte un po’ malinconica, ha affrontato l’intervento e poi tutto quello che è venuto dopo. Con voi ha passato gran parte del suo tempo, spaziando qua e là su internet alla ricerca di battute da proporvi o riflessioni da condividere. Da quando ha fatto l’operazione ho cercato, in tutti i modi, di stimolarlo a riprendere i contatti con voi e, con il validissimo aiuto della mia tecnologica e meravigliosa nipote Manuela, che lo ha accompagnato fino all’ultimo secondo, è stato sempre informato dei vostri messaggi. Purtroppo si era indebolito, non riusciva troppo a concentrarsi e, così, a parte degli accostamenti temporanei, non si soffermava più con voi, perché il computer lo stancava.
Mi piacerebbe tenere sempre vivo il suo blog, per sentircelo sempre con noi, ma ho scarsa fiducia nelle mie capacità al computer e, purtoppo, la vita di tutti i giorni, tra lavoro e figli, non mi aiuta a soffermarmi quanto vorrei sulle cose, come faceva papà, sempre attento e curioso per tutto, sempre capace di ricordare una ricorrenza (era lui che avvertiva noi tutti a casa: “Ricordati di fare gli auguri…”), sensibile e pronto a dire una parola di conforto, ad asciugare una lacrima e a farti sorridere.
Con questo mio messaggio, oltre che dirvi GRAZIE per la compagnia che gli avete fatto in tutti questi anni, volevo confermarvi quanto era SPECIALE il mio papà ed il meraviglioso rapporto che c’era tra noi. Ho 53 anni, è vero… ma mi chiamava ancora “coccola”, si preoccupava per me che prendo il motorino, aspettava il mio trillo del buongiorno tutte le mattine e la sera ci davamo sempre la buona notte. Bastava chiedergli una cosa (certo, se non c’era bisogno di muoversi, perché era un grande pigro) che si attivava: attraverso il telefono, o il computer, ti dava sempre la risposta che cercavi. Nella settimana enigmistica era imbattibile: favevamo a gara negli ultimi tempi.. volevo stimolarlo a ritrovare interessi e concentrazione. Sottolineava la frase “per i solutori più che abili” per mostrarmi, con fierezza, che aveva (alla faccia mia che non ci ero riuscita) concluso quella particolare “parola crociata”. Ci si raccontava di tutto, anche cose banali,.. si rideva per le piccole cose.. mi prendeva in giro per la mia sbadataggine.. mi chiamava “petite tete de chou”, un modo carino per dire “testa di cavolo..” Era sempre allegro, gli piaceva canticchiare canzoni d’un tempo.. Non ha mai alzato la voce e, da piccola, quando facevo qualcosa di sbagliato, mi ricordo che mi avvicinavo a lui e gli chiedevo: “Sei arrabbiato? Facciamo la pace?” La sua risposta era un bacio e: “Non sono mai in guerra”. Era apprensivo; se mia sorella o io avevamo la febbre, da piccole, si metteva vicino, ci toccava la fronte e diceva che con il calore della sua mano, sarebbe tutto passato.. Se gli dicevo: “Uffà, devo fare questo o quello..” mi rispondeva: “Devo o voglio? Ricordati che puoi sempre scegliere di non farlo,.. valuta i pro e i contro..poi sei tu a decidere”. Mi portava a riflettere sulle cose, parlava tanto con noi figlie, quando eravamo piccole, della sua vita, di religione, di filosofia, di psicologia… E devo dire che se poi ho scelto psicologia, c’è un po’ del suo zampino..
Mi diceva: “Ricordati: con la volontà si può spostare una montagna”. Lui non ce l’ha fatta, però… anche se ci ha provato, sforzandosi, in questi ultimi tempi, a mangiare tutto quello che gli proponevamo, a fare ginnastica, ogni volta che glielo dicevamo, per riprendere l’attività muscolare..
Sono comunque felice di avere tante cose scritte di lui che mi permettono ancora di più di fermare il ricordo ... poesie, racconti, che negli anni ha scritto perché ha sempre amato buttare giù i suoi pensieri, fantasticando, parafrasando,.. Pensate che, da ragazzo, innamorato di mamma, le aveva costruito, durante la guerra, in campo di concentramento, un libretto minuscolo fatto con la mollica di pane e scritto con l’inchiostro di china.. Le aveva dedicato una poesia: “Il vispo Tereso”, dove, in parodia, parlava della loro storia d’amore e, proiettandosi nel tempo, si vedeva, vecchietto, insieme a lei e a “sei piccirilli”… E difatti, cosa buffa, ha avuto proprio sei nipoti (tre figli miei e tre di mia sorella).. A loro, anni fa, ha dedicato un libro: “I racconti del nonno” dove racconta un po’ tutta la sua vita e quella dei suoi genitori e dei nonni…la storia della famiglia, cose divertenti di quando era piccolo, cose meno divertenti riguardanti la guerra,.. tutto scritto in termini semplici, per far capire ai nipoti il periodo in cui ha vissuto, la famiglia da cui originano.. Termina così: “Perché il ricordo non muoia”… E io credo che non morirà mai, per me, per mia sorella ed i nostri mariti, per i nostri figli, per mia madre, ma anche per voi, per chi lo ha conosciuto direttamente e chi solo per via telematica… Vi ho sentiti uniti con noi. Vi abbraccio di cuore per l’affetto ed il calore che “gli” e “ci” avete sempre dimostrato…
Paola
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Manuela
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venerdì, ottobre 22, 2010
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mercoledì 20 ottobre 2010
a modo mio, ti ho voluto e ti voglio bene
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michou
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sabato 16 ottobre 2010
da Claudia e Ale un pensiero dolcissimo per nonno dal Giappone


Vorrei tanto mandare un abbraccio a Benito e pubblicare sul suo blog la tavoletta in legno che abbiamo scritto per lui, con la nostra preghiera, pochi giorni fa in Giappone.
Claudia
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Manuela
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martedì 5 ottobre 2010
Ultimo saluto
Grazie di avermi concesso di adottarti come nonno virtule e io essere la tua nipotina virtuale. Grazie di avermi fatto partecipe nei ultimi 4 anni o di più, della tua vita e della tua famiglia.Grazie dei tuoi cari e preziosi consigli. Grazie delle risate.Grazie e grazie ancora di avermi voluto bene, come io volevo bene a te.
Un abbraccio e bacione, nn di un addio, ma con la promessa, che la prossima volata, il nostro incontro nn sarà virtuale, ma reale Tua nipotina Simona
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Simona
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martedì, ottobre 05, 2010
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Ciao, Benito
E così te ne sei andato anche tu, nell'altra stanza dalla quale sentiamo ancora la tua presenza, anche se non ti vediamo.
Ci mancherai, ci mancheranno la tua allegria, la tua sensibilità, la tua capacità di trovare sempre un sorriso da condividere e da donare.
Ma non ti ricorderemo, perché si ricorda chi non c'è più: tu, invece, sei soltanto dall'altra parte del muro. E ci basterà picchiare piano con le nocche per sentirti rispondere --- un toc toc leggero, proprio in fondo al cuore.
Un abbraccio grande da tutti noi
Iaia, Olga e Igea
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encre
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martedì, ottobre 05, 2010
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lunedì 4 ottobre 2010
Ciao nonno...
Ieri sera Quinef ci ha lasciato. Sicuramente avrebbe voluto che commentassimo questo momento con una vignetta umoristica, con una poesia...abbiamo scelto 'a livella di Totò, che era una poesia che amava.
e una lettera che ha scritto Quinef qualche anno fa:
UNA LETTERA PER TE ...te la manda Benito della Rovere
"Ciascuno di noi trascorre il tempo a modo suo: v'é chi passa le sue giornate nel timore delle malattie, della sofferenza o della morte; v'é chi, viceversa, le vive come se avesse ancora vent'anni e progetta grandi cose per l'avvenire; poi vi sono quelli che si danno alla contemplazione passiva, lasciando che le ore, le settimane, i mesi passino e rimanendo ad osservare gli eventi con apatica indifferenza...
Tante persone. Tanti modi diversi per tirare avanti. Forse qualcuno li ha già catalogati e suddivisi per categorie. D'altronde,. che esistono a fare la gerontologia, la psicologia, la statistica e tante altre scienze che esaminano la società al microscopio ed ogni tanto ci erudiscono in merito? Con l'avvento dei computers, poi, ci si diverte ad elencare qualunque genere di cose: in pochi secondi possiamo sapere, ad esempio, quanti individui, a seconda delle diverse razze, fumano sigarette, circolano scalzi, sanno suonare uno strumento musicale e si mettono le dita nel naso. I giornali riportano le statistiche più strampalate, suggerite dalla fantasia di un qualunque operatore che, alzandosi la mattina, decide di dare in pasto al mondo i risultati presumibilmente abbastanza precisi delle sue assurde ed imprevedibili elucubrazioni notturne. In fondo, anche questo é un modo uguale. migliore o peggiore di qualunque altro, per occupare il proprio tempo.
Io, per esempio, subisco il fascino d'un foglio di carta bianca: quando lo vedo, penso subito al mio interlocutore ideale per aiutarmi a frugare nel tempo e nello spazio, spostandomi come una rondine che alterna il suo volo verso l'alto o verso il basso, sfrecciando veloce nell'aria, rallentando all'improvviso o planando tranquillamente.
Sono momenti di estasi creati sul nulla da minuscoli semi di una vita vissuta intensamente, nei momenti di passione come in quelli di rabbia.
Di una vita mai sprecata perché sempre dedicata all'amore, al rispetto, alla giustizia.
E scrivo: scrivo ricordi, non rimpianti; speranze, non timori; osservazioni, non critiche. Il foglio di carta bianco. per me. é il mezzo più diretto di comunicazione con tutto il mio mondo, passato, presente e futuro. Con chi non c'é più, con chi ho perso di vista, con chi ho appena conosciuto, con chi ho desiderato o con chi ho amato ed amo ancora. Amici, parenti, tutti, anche te...
Questo foglio é il mio occhio segreto che continua ad osservarti. E' la mia voce, che ti racconta la mia storia. E' il mio cuore, che ti svela i suoi sentimenti più reconditi.
Anche se non te li scrivo, tu sai leggerli.
Sai, puoi e devi leggerli perché ti riportano improvvisamente all'ultima volta che ci siamo visti; ripartono da lì, con gli stessi sentimenti di allora. Era odio? Era un amore senza domani? Era desiderio, speranza, sorriso, delusione, amarezza, o disprezzo?
Ripartono da lì, con lo stesso impeto: e su questo foglio. tu, amico o nemico, riuscirai a trovare, pur non leggendolo, tutto quello che voglio dirti e che sto dicendoti.
Il tempo e lo spazio sono espressioni molto relative. I sentimenti ed i ricordi, anche se sono altrettanto impalpabili, possono affievolirsi, mutarsi, ma restano. Almeno in me, che ti raggiungo con questa lettera.
Forse ci stiamo incontrando ogni giorno; o forse ciascuno di noi ha seguito la strada assegnatagli dal destino, dagli eventi, dalle necessità; forse sei morto oppure ti sei stabilito in qualche terra lontana, ma attraverso questo foglio io vedo la tua immagine, non scalfita dal tempo. E vedo anche me, identico all'ultima volta che ci siamo lasciati. Ecco un altro vantaggio. Mentre ti scrivo e ti guardo, riesco a cancellare del tutto il ritratto che, spietatamente, mi mostra il mio specchio e posso rivivere quegli attimi, belli o brutti, brevi o lunghi, dolci o amari, che ci hanno coinvolti.
Mi ritrovo nei luoghi di allora, che sono ancora quì, a portata di foglio: angoletti sperduti o spazi immensi, nei quali mi addentro assieme a te, colmi di desiderio di fermare il tempo ovvero di farlo volare. Una dolce melodia, una marcia militare, il rombo di un cannone... E' sempre il cuore che dà il ritmo a questi attimi, é l'anima che fa vibrare i nostri corpi e li coinvolge nel sublime o nell'orrido.
Tempo, spazio, sentimenti e ricordi: finiscono per amalgamarsi, diventano brividi per sensazioni estreme di estremi desideri, dal più tenero al più amaro.
Procediamo dunque assieme, vicini o lontani, ma sempre memori l'uno dell'altro, sia del bene che del male.
Ti assicuro che é una cosa veramente gratificante, anche se il foglio fa presto a riempirsi ed il candore dello spazio che ancora rimane a questa dolce illusione, va sempre diminuendo.
Domani o più tardi tornerò ancora a ricercarti in quel vuoto infinito che mi si presenta sotto le spoglie di un nuovo foglio bianco.
Ed ancora quì ti ritroverò, perché effettivamente il ricordo non muoia." Benito della Rovere
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lunedì, ottobre 04, 2010
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da Alfredo



Sono veramento molto dispiaciuto di apprendere questa tristissima notizia. Desidero far presente che il mio rapporto di amicizia con Benito era superlativo nonostante sia molto più giovane di lui e malgrado ci conoscessimo solamente attraverso il Web! La sua simpatia, il suo sarcasmo e la sua sponaneità rimarranno sempre impresse nella mia mente.
Che il Buon Dio lo accolga presso di Se e che Benito vegli su di noi da lassù!
Alfredo Cangià
PS Allegati tre documenti fotografici che lo riguardano!
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Manuela
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lunedì, ottobre 04, 2010
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domenica 15 agosto 2010
domenica 8 agosto 2010
mercoledì 14 luglio 2010
Immaginate una pentola piena d’acqua fredda in cui nuota tranquillamente una piccola ranocchia.
Un piccolo fuoco è acceso sotto la pentola e l’acqua si riscalda molto lentamente.
L’acqua piano piano diventa tiepida e la ranocchia, trovando ciò piuttosto gradevole, continua a nuotare.
La temperatura dell’acqua continua a salire.
Ora l’acqua è calda, più di quanto la ranocchia possa apprezzare, si sente un po’ affaticata, ma ciò nonostante non si spaventa.
Ora l’acqua è veramente calda e la ranocchia comincia a trovare ciò sgradevole, ma è molto indebolita, allora sopporta e non fa nulla.
La temperatura continua a salire, fino a quando la ranocchia finisce semplicemente per cuocere e morire.
Se la stessa ranocchia fosse stata buttata direttamente nell’acqua a 50 gradi, con un colpo di zampe sarebbe immediatamente saltata fuori dalla pentola.
Ciò dimostra che, quando un cambiamento avviene in un modo sufficientemente lento, sfugge alla coscienza e non suscita nella maggior parte dei casi alcuna reazione, alcuna opposizione, alcuna rivolta.
Se guardiamo ciò che succede nella nostra società da qualche decennio possiamo vedere che stiamo subendo una lenta deriva alla quale ci stiamo abituando.
Una quantità di cose che avrebbero fatto inorridire 20, 30 o 40 anni fa, sono state poco a poco banalizzate e oggi disturbano appena o lasciano addirittura completamente indifferente la maggior parte delle persone. Nel nome del progresso, della scienza e del profitto si effettuano continui attacchi alle libertà individuali, alla dignità, all’integrità della natura, alla bellezza e alla gioia di vivere, lentamente ma inesorabilmente, con la costante complicità delle vittime, inconsapevoli o ormai incapaci di difendersi.
Le nere previsioni per il nostro futuro, invece di suscitare reazioni e misure preventive, non fanno altro che preparare psicologicamente la gente ad accettare delle condizioni di vita decadenti, anzi drammatiche. Il martellamento continuo di informazioni da parte dei media satura i cervelli che non sono più in grado di distinguere le cose ...
Quando ho parlato di queste cose per la prima volta, era per un domani.
Ora è per oggi!!!
Coscienza o cottura, bisogna scegliere!
Allora se non siete, come la ranocchia, già mezzi cotti, date un salutare colpo di zampe, prima che sia troppo tardi.
SIAMO GIA’ MEZZI COTTI? O NO?
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Anonimo
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mercoledì, luglio 14, 2010
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Etichette: La ranocchia, Pensieri
sabato 10 luglio 2010
martedì 6 luglio 2010
domenica 4 luglio 2010
venerdì 25 giugno 2010
mercoledì 23 giugno 2010
Se ci penso ! Arriverà anche a noi...
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Anonimo
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mercoledì, giugno 23, 2010
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